Parodia di Stranger Things al Saturday Night Live poco apprezzata dal pubblico

L’apertura della stagione 2026 del Saturday Night Live è stata segnata da un’accoglienza decisamente turbolenta. Finn Wolfhard, celebre interprete di Mike Wheeler in Stranger Things, ha fatto il suo esordio come conduttore del celebre show comico americano. Nonostante la partecipazione a sorpresa degli storici colleghi Gaten Matarazzo e Caleb McLaughlin, la serata non ha ottenuto il successo sperato, finendo al centro di un’accesa polemica mediatica.

Saturday Night Live
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Non convince la parodia di Stranger Things al Saturday Night Live

Il fulcro delle critiche riguarda una serie di sketch satirici dedicati proprio alla serie Netflix che ha dato la fama mondiale ai giovani attori. Attraverso la tecnica dei falsi trailer, il programma ha ipotizzato una serie di improbabili spin-off ambientati nel futuro, tra cui una serie poliziesca su Nancy Wheeler e un dramma scolastico con protagonista Steve Harrington.

Tuttavia, è stata la parodia intitolata Mike a Manhattan, che rivisitava i personaggi di Stranger Things in chiave Sex and the City, a scatenare la rabbia dei telespettatori. In questo sketch, i tre protagonisti, ormai adulti, discutono apertamente della loro intimità. La controversia è esplosa a causa di una battuta pronunciata da Caleb McLaughlin sul personaggio di Max.

L’attore ha fatto riferimento al coma in cui la ragazza cadeva nel corso della serie originale, usandolo come termine di paragone per descrivere una mancanza di vitalità nei rapporti fisici. Il pubblico ha interpretato questo passaggio come un riferimento esplicito e volgare al sesso con una persona priva di sensi, scatenando un’ondata di indignazione sui social media. Molti fan hanno definito la scelta degli autori degradante, piatta e priva di sensibilità verso un tema così delicato.

Non meno criticate sono state le battute rivolte a Will Byers, interpretato da Noah Schnapp. Il Saturday Night Live ha ironizzato sulla scena del suo coming out, suggerendo che l’assenza del personaggio nello sketch fosse dovuta alla lunghezza eccessiva di quel momento narrativo. Sebbene alcuni difensori dello show abbiano sostenuto che l’intento fosse quello di colpire la scrittura e la lentezza della sceneggiatura piuttosto che il tema dell’orientamento sessuale, la maggior parte della community ha giudicato la gag irrispettosa e superflua.

Mentre una piccola parte del pubblico ha cercato di giustificare il programma ricordando la sua natura cinica e satirica destinata a un pubblico adulto, il dibattito resta aperto. Per molti, il debutto di Wolfhard al Saturday Night Live rimarrà impresso non per la qualità della comicità, ma per aver superato il limite del buon gusto, trasformando un momento di celebrazione nostalgica in un caso di cattiva comunicazione televisiva. Sta di fatto che gli autori hanno ottenuto quello che volevano, perché sui vari siti di comunicazione non si fa altro che parlare del programma americano.

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