Lost: i 13 libri che hanno contribuito nel “plasmare” la serie

di Enrico Nanni 1

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Siete già angosciati dal “post-fine” di Lost? Comprensibile. Tuttavia, non disperiamo: la serie lascia dietro di sè una lunga serie di libri da leggere, che riempiranno le altrimenti vuote ore permeate di nostalgia dei bei tempi in cui aspettavamo l’episodio successivo.

Gli autori di Lost – evidentemente avidi lettori – hanno infatti fatto usa di una lunga lista di libri, e un indizio del loro interesse ce l’hanno dato subito: vi ricordate la passione di quello scapestrato (allora) di Sawyer per la lettura? Lo show è stato scritto da avidi lettori per avidi lettori: segue dunque una lista di libri coinvolti, in modo diverso, nello sviluppo delle vicende della serie.

Alice’s Adventures in Wonderland (Alice nel Paese delle Meraviglie) e Through the Looking-Glass (Attraverso lo Specchio) di Lewis Carroll occupano il primo posto: basti pensare all’episodio 11 della prima stagione, intitolato, per l’appunto, White Rabbit, in cui John Locke (Terry O’Quinn) incoraggia Jack Shephard (Matthew Fox) a seguire la visione del suo defunto padre.

Nella terza stagione poi, è proprio seguendo un coniglio bianco che un giovane Ben Linus (Michael Emerson) raggiunge il mondo de “gli altri”, incontrando Richard Alpert (Nestor Carbonell). Sempre nella terza stagione l’insegna della stazione Looking Glass è rappresentata da un coniglio bianco e da un orologio. Aaron e David leggono inoltre il libro nel corso della serie.

A seguire troviamo Slaughterhouse-Five, di Kurt Vonnegut, a cui si fa riferimento nell’episodio The Constant della quarta stagione, in cui Daniel Faraday (Jeremy Davies) fa riferimento ai viaggi nel tempo di Desmond con parole prese direttamente da quelle di Billy Pilgrim, il protagonista del libro.

Non poteva mancare una citazione di The Wonderful Wizard of Oz, di L. Frank Baum: ricordate la scena in cui, nella terza stagione, Locke accusa Ben di essere “l’uomo dietro al sipario, il Mago di Oz”?

Quasi scontata (e doverosa) la citazione della Sacra Bibbia, a cui più volte e in più modi si fa riferimento: basti pensare ai nomi di alcuni personaggi (Jacob, Abbadon, Adamo ed Eva) e a titoli di episodi come “Exodus,” “Fire and Water,” e “The 23rd Psalm”; non mancano poi riferimenti espliciti alle vicende narrate nel Libro.

Nella seconda stagione troviamo riferimenti a I Fratelli Karamazov, di Fyodor Dostoevsky, quando Locke consegna una copia del libro a Ben Linus; nella terza stagione si rileva la presenza di Catch-22, di Joseph Heller: Desmond Hume (Henry Ian Cusick) trova, all’interno di una copia del libro, la foto di Penny Widmore (Sonya Walger).

Heart of Darkness di Joseph Conrad contiene riferimenti ai personaggi del libro e del relativo adattamento cinematografico, mentre i personaggi e le vicende di Lost trovano notevole sovrapposizione con alcuni di quelli narrati in Il Signore delle Mosche, di William Golding, quivi compreso il tema del naufragio e quello delle difficoltà nell’instaurare una convivenza degna di questo nome per i personaggi coinvolti in esso.

Immancabile la citazione di Uomini e Topi, di John Steinbeck: Sawyer legge infatti questo libro in prigione nella terza stagione; più avanti, nella sesta stagione, racconta all’Uomo in Nero il finale del libro.

Anche Charles Dickens è presente nella lista, con Our Mutual Friend: nella seconda stagione infatti veniamo a sapere che Desmond tiene con sè una copia del libro, e che sarà l’ultimo che leggerà nella sua vita. Nella quinta stagione poi, il nome della barca di Desmond e di Penny coincide con il titolo del libro.

Infine, ogni storia che racconti il naufragio su un’isola non può non essere debitrice di Robinson Crusoe di Daniel Defoe. Buona lettura!

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