Lost 6: l’importanza degli universi paralleli

di Enrico Nanni Commenta

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Nell’episodio di Lost del 16 Febbraio abbiamo appreso che i numeri (4, 8, 15, 16, 23 e 42) stanno ad indicare un gruppo di persone denominato “i candidati”: tale gruppo è composto da Locke, Hurley, Sawyer, Sayid, Jack Jin o Sun, rispettivamente.

Il nostro caro Man in Black afferma che si tratta di candidati reclutati in qualità di come protettori dell’Isola. Dovremmo fidarci di lui? Intervengono, con qualche e chiarimento, i consueti Carlton Cuse e Damon Lindelof. Cuse conferma che il concetto di “candidato” è estremamente centrale per la serie.

Ora che Jacob è morto, a chi toccherà il suo posto, con onori e oneri? Lindelof aggiunge che la scelta di Jacob è estremamente legata al fatto che questi ha osservato i suoi “pupilli” durante tutto il corso della loro vita; ancora sconosciuto rimane tuttavia il criterio della scelta, sul quale ancora aleggia il mistero.

I produttori Edward Kitsis e Adam Horowitz sottlineano invece che il tutto è strettamente collegato ai flashback e alla realtà alternativa, quello in cui alcune cose sono come in quella “isolana”, altre sono decisamente diverse (vedi David, il figlio di Jack).

Lindelof enfatizza il concetto che tali flashback sono veramente importanti, e non sono, come qualcuno ha erroneamente congetturato, delle semplici “distrazioni”, si tratta invece di “contenuto Lost puro al cento per cento“.

La domanda finale, riguarda, per ironia, la morte, che sappiamo essere un concetto abbastanza “labile”, a patto di aver calpestato almeno per una volta il suolo dell’Isola: che relazione ha l’essere vivi in una linea spazio temporale rispetto all’esserlo nell’altra? Lindelof fa notare che Charlie e Boone sull’isola sono morti, ma nella realtà alternativa sono ancora vivi. Potrebbe questo avere a che fare con le morti future? Si tratta di un presagio su un’imminente “ecatombe di regulars“?

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