Limitless, Jake McDorman e Jennifer Carpenter parlano dello storytelling

di Chiara Lagana Commenta

Jake McDorman e Jennifer Carpenter, star di Limitless, parlano della serie TV di CBS con Collider. Ecco cosa hanno raccontato sullo storytelling.

Mc Dorman e Carpenter

Lo storytelling è quello che colpisce di Limitless, com’è recitare in una serie del genere?

McDorman:

Nel film c’era una voce off che raccontava il punto di vista di Eddie Morra. Marc Webb l’ha pensata in un determinato modo ed è proprio così nella testa di Brian. Lui è molto entusiasta di quest’opportunità e anche un po’ disilluso. Brian è sotto effetto di NZT, quindi si comporta sempre come il pilota, anche se è un genio, è un drogato. Quello che ha fatto Marc è davvero pazzesco.

Da attore, è più facile interpretare un personaggio quando si sa quello che pensa?

McDorman:

Molto del sottinteso è detto chiaramente, è stato un piacere interpretare qualcuno che ha tutto così chiaro. È come surfare, voglio fare giustizia al materiale di Craig Sweeny. Il personaggio è in carne e ossa, quindi è stato perfetto per me.

Eri curiosa di questo progetto?

Carpenter:

Quando ho girato il pilota ero all’ottavo mese di gravidanza, l’ho girato pensando che nessuno l’avrebbe scelto. Ho fatto un provino con qualcuno che aveva un accento peggiore del mio, ho addirittura chiesto scusa. Poi mi sono resa conto, leggendo la sceneggiautra, che era meglio di quello che speravo.

Avevate visto il film?

McDorman:

Sì, parla di un tema a cui tutti si sentono relazionati: dare la migliore versione di te e riuscire, mettercela tutta e poi rifare tutto.

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