La Fuggitiva, ecco la nuova serie tv thriller in onda sui canali Rai

di R. Staiano Commenta

Qualche informazione aggiuntiva su una serie che sta riscuotendo un discreto successo

Il mese di aprile si appresta ad essere particolarmente interessante per i canali Rai, dato che viene lanciata una serie tv che potrebbe davvero avere un ottimo successo. Stiamo parlando de “La Fuggitiva”, in cui una donna diventa protagonista in una vera e propria corsa contro il tempo, dovendo affrontare anche il proprio passato, pieno di ombre.

La Fuggitiva
La Fuggitiva

Le serie tv sono diventate uno dei passatempi principali in questo periodo di pandemia per tante persone. Insieme al divertimento rappresentato dal gioco online, sfruttando qualche casino bonus, la possibilità di godersi un film o un altro contenuto simile sta dando una mano a tante persone a sentirsi meno sole nel corso della pandemia.

Un action thriller che vi terrà col fiato sospeso

Non mancano le sorprese con la nuova serie tv della Rai. Emozioni forti suddivise in ben quattro serate: protagonista una meravigliosa Vittoria Puccini, autrice di una performance veramente fantastica. Una serie che riprende, per diversi tratti, le peculiarità tipiche delle serie internazionali in cui l’azione viene sempre al primo posto, come ad esempio Hanna.

Carlo Carlei, in ogni caso, ha fatto davvero un ottimo lavoro con “La Fuggitiva”, anche per via del fatto che Rai1 non è solita ospitare questi prodotti action thriller. In questo caso, tale miniserie verrà proposta in quattro prime serate, con Vittoria Puccini, come abbiamo detto, splendida protagonista.

Una donna che viene accusata, a quanto pare in maniera ingiusta, dell’omicidio del marito, un politico che stava facendo carriera, e che deve per forza di cose fuggire insieme al figlio per guadagnare tempo e, soprattutto, per capire che cosa sta succedendo nella sua vita, andando sulle tracce dei veri assassini che hanno demolito tutta la sua esistenza.

Una donna che va al di là di ogni apparenza, che è in grado benissimo di difendersi, ma anche di farsi giustizia da sola. Un istinto di sopravvivenza che è stato forgiato dall’aver dovuto affrontare, nel corso della sua vita, un numero impressionante di disgrazie, in modo particolare l’adolescenza passata in Bosnia, in un Paese scosso in modo tremendo dalla guerra, insieme all’uomo che l’aveva rapita nel corso di una rapina finita male.

La trama

Arianna, in fondo, sembra proprio una donna come ce ne sono tante: una famiglia normale, in cui è moglie di Fabrizio, che svolge l’impiego di assessore regionale all’urbanistica, ed è mamma di Simone. Una sera come tante altre, invece, accade quell’evento in grado di cambiare completamente la vita di qualsiasi famiglia, un evento drammatico che lascerà i suoi segni su tutti i protagonisti della vicenda.

Fabrizio, infatti, svela durante l’orario di lavoro un progetto che riguarda la realizzazione di un importante polo residenziale: ebbene, al ritorno a casa viene assassinato brutalmente e la principale sospettata è rappresentata proprio dalla moglie Arianna.

Sotto accusa e sotto pressione, la donna in qualche modo è in grado di portare a termine una sorta di fuga, riuscendo a svicolarsi insieme al figlio Simone. Ebbene, sulle tracce della donna si mettono sia l’agente Michela Caprioli che il commissario Berti ed è chiaro che l’obiettivo numero uno dei due agenti sia quello di mettere in prigione la donna e restituirla alla giustizia.

Così, entrambi conducono le indagini e scoprono, con il passare dei giorni, tanti dettagli sulla vita di questa famiglia che sembravano impossibili. Dopo l’interrogatorio con il patrigno di Arianna, ovvero Maurizio Feola, noto avvocato e senatore, Berti e la Caprioli scoprono che la donna è, in realtà, quella bambina che oltre trent’anni prima era letteralmente svanita nel nulla in seguito ad una rapina che venne portata a termine nella villa di famiglia, che portò anche al contestuale massacro brutale dei due genitori.

Sempre Arianna fece capolino praticamente dal nulla in Italia all’età di sedici anni, dopo aver passato buona parte della sua vita nella Bosnia, in piena guerra. Da quel giorno, il patrigno, che era socio del padre di Arianna, prese la decisione di tenerla con sé e adottarla.

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