Covert Affairs: la CIA “in diretta” raccontata da Liman, Corman e Ord

di Enrico Nanni Commenta

Doug Liman

Il regista e produttore Doug Liman è stato coinvolto nella nuova serie USA Covert Affairs all’incirca nello stesso periodo in cui veniva prodotto Fair Game, un film sulla vita reale dell’agente della CIA Valerie Plame. I due progetti hanno finito per “aiutarsi” a vicenda.

I creatori di Covert Affairs, Matt Corman e Chris Ord, avevano già stretto amicizie all’interno della CIA, e hanno portato di conseguenza le cose che hanno imparato dal tempo trascorso all’interno dell’agenzia, a partire da come gli agenti interagiscono tra di loro, all’assenza, negli uffici, di bidoni per la spazzatura.

Nel frattempo, il tempo che Liman – che ha diretto i film di spionaggio The Bourne Identity e Mr. and Mrs. Smith – ha trascorso con Plame durante Fair Game ha ulteriormente alimentato lo sviluppo di Covert Affairs, tanto da far assurgere Plame a consulente per lo show, che ha debuttato martedi 13 luglio.

Liman afferma: “Non avremmo avuto modo di inserire la maggior parte del materiale che abbiamo appreso, a meno che il film non fosse durato dieci ore“, e sottolinea l’importanza della fatalità di trovarsi a sviluppare un film e uno show televisivo incentrati sullo stesso argomento.

La star di Covert Affairs Piper Perabo (Coyote Ugly) interpreta Annie Walker, una tirocinante della CIA che viene richiamata al servizio attivo – apparentemente per le sue competenze linguistiche, ma anche perché i suoi nuovi boss (Kari Matchett e Peter Gallagher ) sono interessati al suo passato.

Christopher Gorham (Ugly Betty, Harper’s Island) interpreta invece un veterano della CIA che prende sotto la sua ala Annie e Anne Dudek (House), la sorella maggiore, che non conosce esattamente le attività di Annie. Sendhil Ramamurthy (Heroes) si unisce al cast più avanti nella stagione.

Liman e gli autori volevano portare sullo schermo non solo l’azione frenetica, decorata dalla presenza di stuntman primo livello, ma la quotidianità della vita all’interno dell’Agenzia, in cui vige una burocrazia in cui un impiegato di basso livello si deve occupare di portare i caffè a quelli di livello più superiore.

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