Servonono necessariamente precisazioni sull’assenza di Tom Hardy in “Peaky Blinders, The Immortal Man”. Il destino cinematografico di Peaky Blinders continua a far discutere, specialmente per quanto riguarda le assenze eccellenti e i retroscena narrativi che avrebbero potuto cambiare radicalmente la percezione della saga. Mentre il ritorno di Cillian Murphy nei panni dell’iconico Tommy Shelby è una certezza, la mancanza di Alfie Solomons tra i nomi confermati per il cast del film ha sollevato non pochi interrogativi tra i fan.
Le ragioni dell’assenza di Tom Hardy in “Peaky Blinders, The Immortal Man”
L’istrionico leader della banda di Camden Town, interpretato da un magnetico Tom Hardy, era apparso l’ultima volta nel finale della sesta stagione. In quell’occasione, Shelby lo aveva aiutato a consolidare il potere sulla malavita di Boston, confermando una sopravvivenza che aveva del miracoloso dopo il brutale scontro a fuoco sulla spiaggia di Margate al termine della quarta stagione. Tuttavia, lo sceneggiatore Steven Knight ha recentemente svelato un dettaglio scioccante che avrebbe potuto riscrivere l’intero arco narrativo del personaggio per il lungometraggio The Immortal Man.
L’ombra di Alfie: realtà o allucinazione?
Knight ha confessato a The Hollywood Reporter di aver accarezzato a lungo un’idea radicale: rivelare che Alfie Solomons era effettivamente morto sotto i colpi di Tommy alla fine della quarta stagione. Secondo questa visione, tutte le interazioni avvenute nelle stagioni 5 e 6 non sarebbero state reali, ma proiezioni della mente tormentata di Tommy.
“Avevo pensato di far apparire Alfie per poi rivelare che era deceduto da tempo,” ha spiegato Knight. “Dato che dopo la sparatoria solo Tommy lo aveva incontrato, potevamo suggerire che si trattasse di un fantasma.”
Un fantasma tra i vivi
Questa riscrittura avrebbe trasformato Alfie in una guida spettrale, una scelta coerente con l’estetica della serie. Già nelle ultime apparizioni, Hardy si muoveva con un’aura ultraterrena, il volto sfigurato e ricostruito che lo rendeva una figura liminale, a metà tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Sebbene Knight abbia infine deciso di non percorrere questa strada, l’idea sottolinea quanto il legame tra i due rivali fosse viscerale, quasi metafisico.
Nella versione definitiva della serie, Alfie è rimasto un uomo in carne e ossa, seppur agendo nell’oscurità mentre il mondo lo credeva sepolto. Eppure, il fascino di un Alfie “spettro” continua a permeare il mito di Peaky Blinders, lasciando intendere che, anche senza una presenza fisica nel film, la sua influenza su Tommy Shelby rimarrà eterna.