Perché vale la pena guardare “The Paper” in questo periodo

Per chi sente la mancanza delle dinamiche surreali della Dunder Mifflin, “The Paper” rappresenta un ritorno atteso quanto rischioso. Ideata da Greg Daniels e Michael Koman, i padri del successo di The Office, la serie, disponibile su Now, recupera il linguaggio del mockumentary per spostare l’obiettivo dalla vendita di carta alla sua produzione intellettuale: il giornalismo.

The Paper
The Paper

Di cosa parla “The Paper”

Ambientata a Toledo, Ohio, la sitcom segue le vicissitudini del Toledo Truth Teller, uno storico quotidiano locale in piena crisi d’identità, schiacciato dall’avanzata inarrestabile dei social media e dell’informazione digitale. La narrazione vive della contrapposizione tra due poli opposti. Da un lato troviamo Ned Sampson (Domhnall Gleeson), un caporedattore idealista che insegue ancora il mito del “quarto potere” e del giornalismo d’inchiesta.

Dall’altro spicca Esmeralda Grand, interpretata da una magnetica Sabrina Impacciatore: una managing editor egocentrica e pragmatica, pronta a sacrificare la qualità sull’altare del clickbait e della “narrazione del sé“. È proprio in Esmeralda che la serie offre i momenti più graffianti, infatti il suo approccio maldestro al mondo digitale e ai contenuti “cotti e mangiati” diventa una satira efficace della nostra contemporaneità, dove l’apparenza prevale spesso sulla sostanza.

Una serie che non fa altro che mostrare come, nella società odierna, ormai si sia arrivati al declino della carta stampata. Già dalla sigla, il giornale appare declassato a oggetto d’uso comune: carta per avvolgere il pesce, materiale da imballaggio o copertura per vetrate in ristrutturazione. Questa malinconia visiva riflette la fatica di un settore che non riesce a tenere il passo con la velocità del web, trasformando l’approfondimento in titoli catchy studiati per colpire la pancia del lettore piuttosto che la sua testa.

Il confronto con The Office è inevitabile e, a tratti, ingombrante. Molti personaggi sembrano ricalcare archetipi già noti, come Mare, che ricorda una versione più assertiva di Pam, sollevando il dubbio se si tratti di un omaggio nostalgico o di un meccanismo creativo difficile da rinnovare. Inoltre, con soli dieci episodi contro i canonici ventiquattro della serie originale, lo sviluppo dei personaggi risulta essere il più delle volte quasi compresso.

Tuttavia, con una seconda stagione già confermata, la speranza è che The Paper riesca a smarcarsi dal peso del passato. Sebbene si muova su un terreno delicato tra ispirazione e déjà-vu, la serie possiede basi solide e una voce critica capace di far riflettere sul presente con un sorriso amaro, cercando una propria autonomia narrativa nel complesso panorama televisivo attuale. Vedremo se riuscirà a fare colpo in Italia, sicuramente la presenza di Sabrina Impacciatore è un incentivo a guardarla.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.