I “Santi” di Lost

di Redazione 1

saints

Alcuni personaggi sono buoni, o almeno si presentano come tali; altri manifestano meno bontà, per poi magari smentirsi poco dopo nella serie; la maggior parte di loro si colloca tuttavia in quella nube di incertezza e di ambiguità per cui la polarità buono/cattivo perde quasi completamente il suo significato originario. Certo, in ogni caso, definirli “santi” pare un pò eccessivo.

Eppure, guardate bene l’immagine: sono proprio loro: i protagonisti di Lost, i nostri amati e odiati personaggi, ultimamente a zonzo per lo spazio/tempo; e osservate un pò cosa è toccato in sorte ad alcuni di loro: sono stati iconificati e venduti come poster. Solo per i super-appassionati, direi.

Vi invito a osservare in modo attento le facce e le espressioni dei nostri cari amici: a me sembra che l’unico vagamente “simile a se stesso” sia Locke, gli altri hanno delle facce decisamente strane. A ben vedere, anche Sayid ha un chè di se stesso.

Le espressioni dei personaggi risultano vagamente più truci, ditemi voi se Penny non vi suscita un pò di ansia, mentre il povero Jack prima della santità sembra essere passato decisamente attraverso il martirio.

Sawyer è evdientemente entrato nell’icona attraverso sapiente uso di inganno & truffa, mentre Kate, aggressiva, sembra la controfigura maschile di se stessa. Per la cronaca, si tratta di tutti gli artwork realizzati per il libro di Chris Seay, The Gospel According to LOST. Come non avere queste facce un pò inquietanti a vegliare sul nostro sonno?

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